Promozione e sviluppo delle piccole e medie imprese
Oggi è il 19-04-2014

Cosa e come fare per:

Aprire un'attività imprenditoriale in Albania da parte di un imprenditore Italiano


1) Quali tipologie societarie prevede la legislazione albanese?

La normativa di riferimento per costituire in Albania una società commerciale è la legge n. 7638/1992. Tale normativa va coordinata con la legge n. 7667/1993 che regola le modalità di iscrizione al Registro delle imprese e le altre formalità alle quali sono soggette le imprese. Le forme societarie previste sono essenzialmente quattro: Società in nome collettivo; Società in accomandita semplice; Società a responsabilità limitata e Società per azioni (per approfondimenti consultare la rubrica: "Modelli societari in Albania")

2) Qual'è il modello societario più appropriato per imprenditore italiano che intenda operare in Albania?

La Società a responsabilità limitata (Sh.p.k.) è il modello societario al quale, normalmente, fanno ricorso gli imprenditori stranieri operanti in Albania. Ciò si spiega, anzitutto, per l'estrema facilità del procedimento di costituzione. Va poi rilevato che tale modello gode di un'autonomia organizzativa più ampia, giacché la società può essere amministrata anche da un unico amministratore e che non è obbligatoria la nomina di revisori contabili ufficiali per la revisione del bilancio, se non quando la società registra entrate superiori ad un determinato limite annuale (circa 99 mila euro).

3) La legislazione albanese prevede la possibilità, per un investitore italiano, di istituire in Albania una propria filiale o un ufficio di rappresentanza?

La modalità in esame è regolata dalla l. n. 7632/1992 sulla prima parte del Codice di commercio e dalla l. n. 7667/1993 sul registro commerciale. Quest'ultima disposizione prevede, in particolare, che la registrazione di un ufficio di rappresentanza debba avvenire con le stesse procedure e formalità previste per la costituzione di una società albanese. Anche le filiali devono, dunque, essere registrate nel Registro delle Imprese e devono avere un rappresentante legale con facoltà di amministrazione. Dal punto di vista fiscale la filiale sarà soggetta allo stesso trattamento previsto per gli altri modelli societari.

4) E' possibile esercitare in Albania un'attività imprenditoriale in forma individuale?

L'impresa individuale costituisce in Albania, così come in Italia, la forma più semplice per lo svolgimento di un'attività economica. L'investitore italiano che intenda ricorrere a tale soluzione è tenuto ad iscriversi presso il registro delle persone fisiche tenuto dal Tribunale, mediante presentazione di una domanda che indichi nome, domicilio in Albania e descrizione dell'attività da sviluppare. In un secondo momento, l'investitore italiano dovrà procedere a registrare l'impresa presso le autorità fiscali. Va peraltro osservato che l'imprenditore individuale è illimitatamente responsabile per i debiti contratti a seguito dell'attività intrapresa.

 

5) Un imprenditore italiano può recarsi liberamente in Albania? Qual'è la normativa cui occorre riferirsi per ottenere in Albania un permesso di lavoro?

L'ingresso in Albania, per un cittadino italiano (occorre munirsi di passaporto), non richiede particolari formalità in quanto il visto consolare si può ottenere anche in aeroporto all'arrivo, dietro pagamento di una tassa d'ingresso pari a 10 euro. La problematica relativa al permesso di lavoro è, invece, regolata dalla l. n. 8492/1999 "On foreigners" che ha abrogato la vecchia legge sull'immigrazione n. 7939/1995 dettando una nuova disciplina anche per il permesso di lavoro. Ai sensi della nuova normativa, tutti coloro che intendono svolgere in Albania un'attività di lavoro per un periodo superiore ai tre mesi devono essere muniti di un permesso di lavoro (preliminarmente occorre, altresì, ottenere dal Ministero degli interni il permesso di soggiorno). Il permesso di lavoro viene rilasciato dall'Ufficio del lavoro nella cui circoscrizione si trova il luogo in cui lo straniero esercita la sua attività di lavoro autonomo (il documento in oggetto è rilasciato dal Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali qualora lo straniero eserciti la sua attività in più circoscrizioni). Il permesso di lavoro è rilasciato o rifiutato entro 30 giorni (60 se richiesto da uno straniero che si trova fuori dal territorio albanese) da quello in cui sono presentati i documenti richiesti dalla legge. La legge, tuttavia, prevede speciali esenzioni in favore di alcuni cittadini stranieri. Tra i soggetti esenti dall'obbligo di conseguire il permesso di lavoro si segnalano in particolare: gli amministratori e i dirigenti di società e di imprese estere che svolgono o si propongono di svolgere un'attività imprenditoriale in Albania; i dipendenti ed altri professionisti di una società straniera che lavorano in Albania presso una filiale della stessa società.

6) Il legislatore albanese ha previsto una normativa antitrust?

La normativa albanese in materia di tutela della libertà di concorrenza è contenuta nella legge n. 8044/1995, modificata dalla legge n. 8403/1998 e dalla legge n. 9121/2003. Le disposizioni menzionate trovano applicazione nei confronti di tutti i soggetti, cittadini e non, che esercitano in Albania o all'estero, attività commerciali che abbiano effetti pregiudizievoli per il mercato albanese. Le leggi in esame pongono, in particolare, una serie di divieti verso quelle operazioni commerciali che comportano la formazione di una posizione dominante di una determinata società. Ove si determini siffatto predominio da parte di una società o di un gruppo di società, un ente collegato al Ministero dell'Economia, la Direzione Generale della Concorrenza, può giungere persino a sancire la dissoluzione del gruppo dominante. Tra i comportamenti vietati rientrano, ad esempio, quegli accordi (verticali ed orizzontali) che tendano: alla spartizione del territorio; alla fissazione dei prezzi; alla limitazione degli investimenti e della produzione; a condizionare l'offerta e la domanda di determinati prodotti. È bene osservare che ai sensi della legge albanese si considerano nulli i contratti di distribuzione che contengono clausole di esclusiva (sono previste eccezioni nel caso in cui un tale accordo sia volto a proteggere i diritti di proprietà industriale).

7) Quale trattamento è previsto dalla legislazione albanese per gli investimenti stranieri?

La Repubblica Albanese si è dotata, nel 1993, di una legge sulla "Protezione degli investimenti stranieri" che ha liberalizzato ed agevolato l'ingresso nel Paese di capitali ed iniziative economiche, tutelando gli investitori stranieri e fornendo loro una serie di garanzie molto ampie. Secondo la legge n. 7764/1993, che ha abrogato la precedente legge n. 7594/1991, gli investimenti stranieri vengono, infatti, considerati liberi e devono essere regolati secondo condizioni non meno favorevoli di quelle che vengono applicate agli investitori locali in analoghe circostanze. Rispetto alla precedente disposizione del 1991, il nuovo testo ha abolito le autorizzazioni governative e ha semplificato in modo considerevole l'accesso degli operatori stranieri al mercato albanese. La legge attuale non prevede restrizioni riguardo all'entità dell'investimento e sono ammesse ad operare anche società a capitale interamente straniero. L'investimento può riguardare beni mobili ed immobili (per l'acquisto di terreni è tuttavia prevista una normativa specifica), società e partecipazioni al capitale sociale, acquisti di obbligazioni e titoli, proprietà intellettuali, brevetti ecc. Agli investitori stranieri è peraltro riconosciuto, sulla base di disposizioni di legge che non potranno avere carattere discriminatorio, il diritto di trasferire liberamente all'estero tutti i proventi relativi agli investimenti effettuati in Albania (utili, dividendi, capital gain ecc.).

8) La Repubblica d'Albania ha sottoscritto la Convenzione di New York del 1958 concernente il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali estere?

La Repubblica d'Albania ha di recente ratificato sia la Convenzione di New York del 1958 sia la Convenzione di Ginevra del 1961. Va osservato, peraltro, che la legge albanese n. 7764/1993 stabilisce che l'Albania si impegna a riconoscere ed applicare qualsiasi lodo arbitrale internazionale avente ad oggetto una controversia relativa ad investimenti stranieri. La normativa albanese contempla quindi la possibilità di inserire all'interno di un contratto una clausola che indichi, in via preventiva, la procedura da adottare per risolvere le controversie. Nel caso in cui tale clausola non sia stata inserita, l'imprenditore straniero potrà rivolgersi, come previsto dalla legge albanese, ad un tribunale o ad un arbitro. Qualora si delinei una controversia riguardante una qualche disparità di trattamento, o espropriazioni di un investimento straniero da parte del Governo albanese, l'investitore italiano potrà sottoporre il caso al Centro internazionale per la risoluzione di controversie sugli investimenti (ICSID), secondo quanto previsto dalla "Convenzione sulla risoluzione delle controversie sugli investimenti", approvata a Washington nel 1965.

 


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